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Il 25 maggio 2019 è stata inaugurata la XXVI edizione del Premio Internazionale di Scultura Edgardo Mannucci, promosso dal Rotary Club Altavallesina-Grottefrasassi insieme al Comune di Arcevia.

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La giuria, presieduta da Sfefano Papetti, ha assegnato il primo premio a Divisione geometrica di un volto e volumi che traslano nello spazio di Antonio Giusti dell’Accademia di Belle Arti di Urbino. L’opera in plastoforma e gesso mostra un viso scomposto in diversi tasselli che slittano nello spazio, una riflessione sulla parvenza delle forme e sull’identità mai del tutto definibile, soggetta alle molteplici proiezioni dell’io e al gioco di specchi degli sguardi altrui.

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Il secondo premio è andato a Welded interaction frutto dell’immaginazione inquieta di Silver Balla dell’Accademia di Belle Arti di Tirana, il giovane scultore realizza una sorta di mirabilia, una forzata combinazione zoomorfa che sonda gli effetti di un intervento umano fuori controllo sulla natura.

Il Cane di Zhao Sihan si è aggiudicato il terzo posto per la sintesi e la freschezza del gesto modellante che assurge a classica eleganza.

L’Accademia di Carrara ha invece portato a casa il premio d’acquisto vinto da Anna Torre con la Ragazza sul bordo piscina dove la discrezione di una posa abituale, tratteggiata in modo scabro e austero dal cemento nero in dialogo con l’azzurro della base, affascina perché guarda oltre al tempo come lo sguardo assente della giovane bagnante. Sempre all’Accademia di Carrara è andata la menzione speciale della Giuria per la Crocifissione di Martino Manicardi, una sussurrata processione di corpi appena abbozzati ai piedi della croce di Cristo perno verticale dell’opera.

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Oltre alle sculture selezionate per il Premio dalle Accademie di Bologna, Carrara, Macerata, Tirana e Urbino, il Centro Culturale di San Francesco di Arcevia ospiterà sino al 28 luglio Frammenti una personale di Lorenzo Calogiuri, vincitore dell’edizione precedente. L’artista salentino indaga attraverso la pelle del marmo la delicata bellezza e l’armonia delle fronde, specialmente delle foglie d’olivo pianta che rappresenta la sua terra.

I visitatori potranno inoltre ammirare il progetto Mater dell’orafo Simone Loi scelto quale ospite d’onore di quest’anno per evidenziare la magnifica impronta lasciata da Edgardo Mannucci nell’arte del gioiello, considerato dal maestro come una piccola scultura nomade. Il giovane orafo, partendo da un omaggio all’immaginario cosmico di Mannucci, costruisce simbologie stratificate, dove suggestioni della cultura ancestrale nuragica si mescolano a forme algide e siderali.

Sempre sino al 28 luglio Il gemellaggio avviato con il Premio Salvi arricchirà l’offerta espositiva con una selezione dei lavori premiati nella 68° rassegna di Sassoferrato.

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Grazie all’impegno del Rotary Club Altavallesina-Grottefrasassi e alla disponibilità dell’Amministrazione Comunale di Arcevia le sculture raccolte da più di un quarto di secolo con il Premio Mannucci hanno trovato da marzo scorso una dimora permanente nell’ex Convento dei Frati Cappuccini. Basta fare pochi passi dal complesso di San Francesco per compiere una promenade nella storia della manifestazione.


Giuseppe Majolatesi

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